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La grotta della Bigonda nel catasto provinciale

Sono oltre duemila quelle conosciute: la più lunga è la Bigonda, a Ospedaletto (ben 33 chilometri), alcune hanno dislivelli di centinaia di metri, una cinquantina sono quelle che rivestono particolare interesse naturalistico, paleontologico, storico o idrogeologico, 133 quelle finora individuate come meritevoli di particolare tutela e che già oggi il Pup indica come “invarianti”. 

Sono le grotte del Trentino, un patrimonio naturale che da oggi trova nel Catasto informatizzato delle Grotte Naturali un’ulteriore opportunità di essere valorizzato, difeso e salvaguardato.
A istituire formalmente il Catasto, realizzato dal Servizio Geologico provinciale in collaborazione con la Sat, è la una delibera della Giunta provinciale. Delle duemila grotte conosciute del Trentino, 452 sono quelle già inserite nel Catasto e 85 quelle che stanno per esserlo. per ogni grotta, il Catasto informatizzato fornisce i dati identificativi, planimetria, una scheda storica, riferimenti bibliografici, allegati grafici, fotografie, rilievi anche in formato autocad. In questa prima fase, la consultazione dei dati contenuti nel Catasto è possibile solo presso il Servizio Geologico della Provincia autonoma di Trento, ma presto ogni cittadino interessato potrà accedervi attraverso internet.

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Pagina pubblicata Venerdì, 03 Febbraio 2017 - Ultima modifica: Lunedì, 03 Aprile 2017

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